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Non che voglia mettervi davanti ad assurde gerarchie (non si deve mai rubare nulla, ripeto), però proprio non capisco come si possa arrivare a rubare un libro di Marco Travaglio (un libro, tra l’altro, in cui si racconta di gente che ruba). Proprio non lo capisco. E poi, mi chiedo, perché rubare un libro di ricette? È davvero così essenziale nella vita avere un libro su come fare piattini ricamati? Perché rischiare per due libri così? Capisco un testo scolastico per i figli (se mancano i soldi per acquistarlo) oppure capisco un dizionario (gli stranieri squattrinati ci provano, credetemi), ma Travaglio no, non lo capisco. E neppure Benedetta Parodi, caspita.